E45 autostrada, il Cipe dà il via libera. La politica umbra insorge

Casello autostrada 14/11/2014 - Nonostante la bocciatura del progetto da parte della Corte dei Conti, nelle scorse ore è giunto il via libera del Cipe (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) alla trasformazione della E45 in autostrada.

Una decisione che giunge nonostante le numerose proteste di enti locali e ambientalisti e che scatena nuove accese reazioni da parte della politica umbra, che si schiera compatta contro una scelta ritenuta deleteria per la pesante ricaduta sul tessuto economico regionale.

"Il via libera del Cipe alla E45 autostrada è sicuramente una pessima notizia per gli umbri. Al devastante impatto ambientale farà riscontro un pedaggio pesante a carico di cittadini e pendolari, con altrettanto pesanti ripercussioni sul tessuto economico e imprenditoriale della regione". Con queste parole Oliviero Dottorini, consigliere regionale Idv, commenta l'esito della riunione del Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) che si è svolta lunedi, presieduta dal presidente del Consiglio Matteo Renzi. C'è da chiedersi - aggiunge Dottorini - se il Matteo Renzi che ha dato l'ok a questa assurda opera sia lo stesso che appena due anni fa affermava la necessità di passare dalle grandi opere alle opere utili, rimarcando come fossero le piccole e medie opere a creare sviluppo e occupazione e non le grandi. Purtroppo nemmeno la bocciatura del progetto da parte della Corte dei Conti è bastata a scalfire le certezze di chi da destra a sinistra continua a lavorare per la realizzazione di quest'opera così lontana dai bisogni dei cittadini e dei territori.
A parte la defiscalizzazione, infatti, i 10 miliardi di euro previsti per l'autostrada saranno tutti a carico dei cittadini attraverso il pagamento del pedaggio ed i promotori del project-financing hanno previsto una tariffazione esorbitante, con sicure ripercussioni sulle economie familiari, sul traffico delle arterie secondarie e sulle piccole e medie imprese.
Se la Regione Umbria ha davvero intenzione di far sentire la propria voce e di chiedere agevolazioni sul pedaggio per i residenti umbri, è necessario e urgente che lo faccia tempestivamente perché i tempi stringono e al momento l'unica certezza è che nel Piano economico finanziario non è assolutamente prevista alcuna agevolazione sulle tariffe.
Secondo tale Piano - spiega il consigliere regionale - il promotore del progetto, per procedere all'attuazione del programma di investimenti, ritiene congrua l'applicazione di una tariffa pari a 0,15225 euro al chilometro per i veicoli leggeri e pari a 0,29757 per quelli pesanti. Applicando un semplice calcolo matematico si scopre che per coprire i circa 50 chilometri che separano Perugia da Città di Castello occorreranno circa 7,60 euro, mentre da Terni a Perugia saremmo attorno ai 12 euro.
Ovviamente la stangata sarà quasi doppia per i mezzi pesanti, ma anche per i mezzi di trasporto dei piccoli imprenditori locali. Un autentico salasso per tutti i cittadini umbri che di fatto non hanno alternative alla E45 per spostarsi da una città all'altra all'interno della regione”.

Dello stesso parere il segretario del Prc dell’Umbria, Enrico Flamini: “Il via libera del Cipe alla trasformazione della E45 in autostrada è davvero una brutta notizia, una scelta sciagurata. Stiamo parlando di un’infrastruttura non pianificata dall’Anas, completamente inutile e straordinariamente dannosa per territori e paesaggi di pregio culturale ed ambientale.
La trasformazione della E45 in autostrada significa la privatizzazione della maggiore arteria viaria che attraversa l’Umbria utilizzando il modello del project financing e della defiscalizzazione al futuro concessionario, modello che avrà non poche ripercussioni sulla nostra regione e su tutto l’assetto stradale umbro, oltre che sulle tasche dei cittadini e degli artigiani del trasporto colpiti dal pedaggio, l’ennesimo balzello del governo delle larghe intese.
Per l’Umbria e per il paese servono più che altro le risorse per il riassetto idrogeologico dei territori. Altro che autostrada. Secondo l’Ance per il riassetto idrogeologico nazionale servirebbe circa un miliardo e duecentomila euro l’anno. Ecco, i circa due miliardi di euro di benefici fiscali per le imprese che costruiranno la Orte-Mestre potrebbero essere investiti proprio per contrastare il dissesto idrogeologico. La Regione Umbria può e deve tornare indietro sull’avvallo a questo devastante progetto e deve invece chiedere al governo di investire le risorse nel riassetto idrogeologico e nella messa in sicurezza dell’attuale E45”.
A schierarsi contro la trasformazione della E45 in autostrada è anche il consigliere regionale di Umbria Popolare-Nuovo Centrodestra Gianluca Cirignoni. "Auspico che si crei un ampio schieramento regionale contro la trasformazione in autostrada della E45. Uno schieramento che protesti unito, anche con azioni pacifiche ma eclatanti, e che informi i cittadini umbri del furto che stanno per subire. Questo progetto - prosegue - è solo un blitz dei poteri forti che danneggia il territorio, le tasche dei cittadini umbri e i bilanci delle imprese. Queste infatti, per far quadrare i bilanci, si ritroveranno costrette ad utilizzare una viabilità secondaria inadeguata e ad alzare i prezzi di prodotti e servizi, con il rischio di perdere ulteriore competitività.
Davvero - chiede il consigliere regionale - qualcuno pensa che pagare 15 euro per un viaggio in auto andata e ritorno da Città di Castello a Perugia serva ai cittadini? O che un'impresa che da Terni sposti merce verso il nord e la A14 con un veicolo commerciale diventi più competitiva accollandosi oltre 60 euro di pedaggio?".






Questo è un articolo pubblicato il 14-11-2014 alle 11:30 sul giornale del 15 novembre 2014 - 382 letture

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